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Argine destro con pista ciclabile


da S. Donà a Passarella

Pensa…
quello che intendiamo lanciare qui è semplicemente un’IDEA, un’idea che sentiamo come pretesa.

Quell’idea che ti viene se invece di imprecare ogni volta per la mancanza di un servizio pensi; pensi a come tu puoi migliorare la situazione.
Lo stare bene è anche e soprattutto questo; pensare e non solo inveire.

L’argine del Piave  è stretto e presenta difficoltà di traffico e di marcia nei due sensi.
Non dovrebbe venir percorsa da cicli ma qui i ciclisti (giovani, sportivi ma anche anziani e cittadini che all’automobile preferiscono le due ruote) ci sono sempre stati e vorrebbero diventare sempre di più.

Già anni fa si sentiva parlare della necessità di allargare l’argine ma, pare, non sia mai stata trovata la soluzione, vuoi per carenza di idee, vuoi perchè si sono ritenute le operazioni di allargamento una spesa insostenibile, vuoi perche l’intervento andrebbe a ledere le confinati proprietà private e non solo danneggiandole ma bloccando  le rampe (unica via di collegamento) con disagi dovuti al fango per diversi anni, vuoi per  necessità e interressi politici di fare prima ….altro.

Ma questo è ed è stato solo un voler rilanciare la palla alla prossima Amministrazione, e ci pensate sino a quando la palla può rotolare alla prossima ancora?!
Oramai l’Italia ci ha abituati a prendere di petto un problema dopo l’evento drammatico.

Ricordiamo in  molti quando nel 1966 il Piave alzò le sue acque sino a farle traboccare dall’argine.
Che paura in tutti, ci si aspettava che l’argine si rompesse in ogni luogo, non si sapeva dove e tutti a scappare dalle abitazioni limitrofe con il bestiame appresso.
L’argine poi ha rotto ma non drammaticamente; ha seminato morte di solo bestiame e tutto è rimasto a far parte del passato, dimenticato.

Dobbiamo aspettare il nuovo evento! Spero di no, spero che questa nostra IDEA serva da trampolino per altre idee.
Spero che in questa vita si pensi di più ai problemi sociali e non sempre e solo a se stessi o a bocciare le idee perché avanzate dall’opposta corrente politica.
In questo argine sono morti parecchi ciclisti, a memoria ne ricordiamo tre del paese di Passarella, in più, molti automezzi sono finiti giù dalla scarpata, vuoi per evitare l’impatto con chi proveniva in direzione opposta, vuoi per mancato controllo del mezzo scivolato o sprofondato nella terra del ciglio. E poi quanti di voi sono dovuti ricorrere al carrozziere per aver: o rotto lo specchietto retrovisore, o per aver strisciato la fiancata dell’auto contro il guardrail, e quanti hanno sbagliato rampa con le fitte nebbie!

Vi dico che BISOGNA allargare la via e farlo per crearvi meno disagi possibili  impiegandoci poco tempo; bisogna non indebolire gli argini, bisogna non addossargli terra di riporto, vuoi per la necessità di trovarla, vuoi perché dovremmo intervenire solo nella sponda esterna al letto del Piave con evidente disagio ai confinanti privati.
ECCO L’IDEA
Ve la proponiamo in  due  soluzioni al fine che possiate anche voi esprimere il vostro giudizio.

1  2  3  4                                   Prima soluzione

Prima soluzione | Seconda soluzione | Cosa ne dite

 





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